Ok, adesso basta. Visto che non sono in grado di selezionare i pensieri più importanti e le considerazioni interessanti da pubblicare con una decente regolarità, ho deciso che PROVERO’ a usare queste pagine, peraltro completamente ignorate dal resto del mondo, per mettere ordine nella mia vita senza né capo né coda. Cercherò di scrivere OGNI GIORNO, anche in modo telegrafico, ma tutti i giorni, in modo da ricordarmi le cose, i miei passaggi di stato, gli slittamenti di umore, le depressioni infrasettimanali e le manie stagionali.
C’è un grosso problema però: ovviamente, rotolando nella mia sacca di banalità, ho pensato che il momento ideale per buttare giù le mie quattro righe di cazzate giornaliere dovrebbe essere la sera, come dire la preghierina. Ma se da bambina le violenze psicologiche del catechismo mi avevano portata a pensare che non sarei mai scampata all’inferno se non avessi regolarmente recitato 1 PadreNostro, 2 AveMaria, 1 AttoDiDolore, 5 L’EternoRiposo, OGNI SERA prima di addormentarmi, oggi la mia (presunta) emancipazione da quei dolorossissimi pungoli della coscienza e l’indipendenza dal Sacro Verbo che questo ‘diario’ sembra proporsi di mantenere, mi rendono totalmente incapace di rispettare una scadenza tanto precisa: alla sera stacco la spina, mi lobotomizzo, al limite riesco a guardare tre quarti di episodio di StarTrek prima di crollare. Difficile prevedere la possibilità di scrivere con regolarità in un momento simile della giornata. Da ciò una decisione che è un po’ anche la storia della mia vita: scriverò un po’ quando cazzo mi viene in mente, sarà il destino a decidere.
Direi che è il caso di cominciare subito: non si sa mai cosa potrebbe succedere se usassi questo post come introduzione e dovessi pubblicarlo e poi aprirne un altro con il primo diario. Potrei perdermi per strada. Quindi cominciamo.
Adesso è mezzogiorno di lunedì e potrei raccontare della domenica senza-far-niente appena trascorsa: Amore e morbidezze, colazione ricca alle 11.40, inscimmiamento mai visto su HalfLife2, episodio 2: il DoxAmore gioca tanto bene che mi sembrava di essere dentro un film interattivo, con tanto di colpi di scena e un sacco di suspance. Abbiamo quasi finito il gioco prima del pranzo a base di pasta al tonno, alle 17.00 circa. Poi giri su internet, ispirazioni per il lavoro delle sfilate ormai alle porte da fantastici blog di streetStyle come http://stockholmstreetstyle.feber.se, scoperta la fantstica marca di scarpe Vagabond (http://www.vagabond.com/), che però naturalmente in Italia non esiste neanche farsele arrivare. Un paio di episodi di Star Trek (siamo quasi alla fine dell’ultima serie… non potrò più vivere senza Picard.. si preannuncia una grossa depressione da inizio anno) e tanti tanti baci al musetto mio carino che qualche giorno gli stacco una guancia in un raptus di possesso.
DIGRESSIONE: sabato sera sono uscita con Andre e Vit, o meglio sono andata fino al loro meravgilioso loft in zona Tortona che non avevo mai visto, mi sono estasiata per lo stile del posto, il loro, per il loro guardaroba, che costituisce praticamente l’unico arredamento della casa: praticamente un negozio di abbigliamento alternativo e di super tendenza. Naturalmente, visto che c’ero anche io, per una volta, la serata è andata tutta storta, una merda. Così, restando lucida e calma a dispetto delle apettative, ho avuto modo, osservando il compulsivo guardarsi allo specchio di Andre, la tristezza di Matteino, gli sguardi interrogativi della Vit, di ripassare una grande verità che a volte mi sembra banale e tendo a dimenticare: il più grande tesoro che ho è un ragazzo posato e tranquillo, dolce e forte, che mi ascolta e sopporta i miei sbalzi di umore, non capisce una minchia di moda, ma sa essere creativo e fuori dagli schemi, anche se a volte mi sembra troppo prudente. Vive in una casa che mi sta un po’ sul culo e non in un loft superstiloso, ma quanto mi mancavano la sua camera e i suoi baci, i nostri momenti di quiete, calore, amore davvero. Dopo un’ora nel loft, mentre si cominciava a presagire il fallimento della serata, non vedevo l’ora di tronare a casa, da Lui.
Nel frattempo, dopo un’accesa discussione per la scelta tra cinese, pizza del kebabbaro e pizza di Tipico, si è finito per chiamare quest’ultimo commerciante di sbobba calorica a domicilio. Finito completamente Half Life, tanto per digerire. E poi di nuovo sul letto, il vero protagonista della giornata, e un po’ di quegli abbracci e sguardi che mi fanno ringraziare in silenzio l’Universo, per avermi concesso di averti con me e di essere con te, non importa il dove e il come.
Questa mattina eri stropicciato e più carino del solito. Mi hai baciata sulla bocca mentre ancora dormivo. I risvegli con te sono sempre una festa. Ogni singola mattina.
La mia mattinata, dopo che tu sei uscito per andare in ufficio, si è rivelata molto proficua: ordine dal sito di TopShop, trovate le scarpe che spero mi salveranno i piedi dalla consunzione delle scale della metro di Parigi: adorabili, soprattutto il prezzo + occhiali da sole che SE mi staranno bene saranno una bomba, un inno antimascherina di cui il mondo ha bisogno + vestituccio copriculo da leggins con borchiatura un po’ rock, tanto per cambiare nero, che uno in più non fa mai male. Davvero un bottino soddisfacente, speriamo arrivi tutto senza problemi e mi stia tutto da dio, come sempre d’altra parte.
Adesso FAME.