Sguardi azzurri

13 03 2010

Macchine fotografiche che pesano e si imbizzarriscono. Flash che non partono, batterie che si scaricano. Paparazzi che spingono, pestano, tirano. Gente che offre pose scontate e facce da culo. Scalini, strade, vagoni di metro. Passi, uno dopo l’altro. Vento. Gelido. Inevitabile flagello che penetra in ogni asola e brucia la pelle. Levatacce mattutine. Senza vacanza, sempre in vacanza.

Il tuo entusiasmo e le tue foto bellissime. I sorrisi quando mi vedi. Tornare a casa in momenti diversi e aspettarsi per cena. Finire l’acqua calda e sentirti bestemmiare in bagno. Avere voglia di scaldarti. Lavorare due ore di più per aiutarti. Colazione vicino a Colette. Sognarti tutta la mattina, svegliarmi delusa, accorgermi che mi guardi come se fossi davvero venuto a sfiorarmi mentre dormivo.

Ti prego, dormi con me sta notte. Vicini, finalmente. Segreti, silenziosi, complici. Gìrati. Quanto ti sento. Quanto ti voglio. L’odore e la consistenza della tua pelle, il tuo modo delicato di toccarmi.

Continuo a sentirti, in un sogno che sembra senza vie d’uscita. Waking Life.


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